Il tetro teatrino del Seba a.k.a. Frammenti del Groviglio |
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| ...ovvero: "come passare un pomeriggio invece che studiare latino" | |
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Amo1. Amare...
2. Leggere 3. Scrivere 4. Cazzeggiare/Campeggiare 5. Stare con gli amici in generale, non fare un cazzo dalla mattina alla sera, bivaccare dove mi capita, essere me stesso, nonostante mi abbia portato poche cose buone... Odio1. Chi ama falsamente.
2. Far le tavole da disegno, che reputo inutili... 3. La cattiveria e la falsità nelle persone... 4. Matematica... 5. Tutto e niente... Siti vari
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Dicono di meRettifico. In mia assenza mi chiamano complessato, in mia presenza mi urlano che son patetico a scrivere la verità nuda e cruda nei temi scolastici... per fortuna ce ne sono alcuni che mi conoscono veramente e sanno che sono malinconico, dolce, pazzo, troppo per le mie, simpatico... insomma, quello che si dice di un amico...
Sei lo spettatore del teatrino numero:Sogni nel cassettoAndiamo nel banale va: trovare l'Amore (che poi cosa tanto banale non è)
Frasi celebri (riportata in auge, dopo essersi ispirati a Dicemaster)"I've got a bad feeling about this" Blog di gente che mi sopporta... forse...La felicità ...La felicità è irraggiungibile... Post più commentati
2006Frase: 'Mmazza oh!
Canzone: Sweet home Alabama Viaggio: rifugio Prati di Croda Rossa e uscita in route invernale... Film: Tristano e Isotta 2007Frase: Parimerito tra "E invece..." e "Diventerete Bruuuuuuttiiih" Archivio
| I messaggi di Marzo 200924 Marzo 2009
Canzone della Fine del MondoHo sognato che il vento dell'ovest mi prendeva leggero per mano,
Ma era Bora, che soffia da Est. E lei non ti prende per mano, ma t’abbraccia, che tu lo voglia o no.
mi posava alla fine del mondo, tra isole e terre lontane.
Scendendo dal treno, subito m’ha accolto. Trieste non pareva mai tanto calda, Bora o meno.
Camminavo al tuo fianco sul molo, guardavamo le barche passare,
Camminavo al tuo fianco per strada, senza che un auto passasse. Correvamo, verso la fermata dell’autobus.
mi cantavi una musica dolce, più dolce del canto del mare.
“E chi che bevi spritz, si alzi, si alzi…”
L'orchestra suonava "The blackbird", nel bar sulla strada del porto,
Sempre a Campanelle, tra chitarre e canzoni frammentate.
i pescatori gridavano forte, fra il vino, la birra e le carte.
E i festanti gridavano altrettanto forte, pieni di vino, chi più, chi meno.
Raccontavi le storie di viaggi, di strade, di amici
caduti,
E ti raccontavi e mi raccontavo, sull’angolo di quella panca.
E i
giorni correvano e il tempo nel sogno volava,
E quasi tre mesi son passati, e ballavamo solo nell’aria.
E i
giorni passavano e l'oceano li stava a cullare
L’Adriatico, questo silente testimone, assieme al vento e al Sole che quasi sempre c’ha accompagnato.
Seduti fra pietre e brughiere guardavamo i gabbiani volare
Seduti tra divani e panche rosse, guardavamo nei nostri occhi
Raccontavi la storia del bimbo che un giorno scappò con le fate
Narravi, parlavi, ed io ti seguivo, nei discorsi d’Intermundia e viaggi e vite.
Ma il vento dell'ovest chiamava ed il cielo d'Irlanda svaniva,
Sbiadivano, forse, le mie iridi?
mi svegliai in una stanza deserta, ubriaco, mentre il sogno finiva.
D’improvviso, così com'è iniziata, ma non senza ragione.
E i
giorni che passano, sono lunghi e coperti di nero
Dolce ed impenetrabile, non so ancora se maledir qualcosa. Non è nello stile di Per, solitamente.
E i
giorni son secoli, aspettando di poter tornare
S.
& MCR
05 Marzo 2009
7:47Ore 7:47 di questo giovedì mattina. Tanto per cambiare. Voglia di scrivere… e di
cosa? Boh. Sta accadendo troppo e troppo poco nella mia vita,
ultimamente. C’è da dire che si sta lavorando bene per il CISS a
Perugia, c’è da dire che il dizionario di Word è idiota quanto il T9, perché non
conosce Perugia, c’è da dire che spero in sabato e/o domenica per rivederti,
honey. E c’è da dire che devo smetterla di proporre follie
agli amici come Elena, che poi mi danno ascolto e comprano “il
mercatino”. La direzione del 5+, quanto è malmessa. Povera
Margherita, a dover lavorare con noi due. Dunque, Elena, Per, Marghe, Franz, Lollo, Bea,
Maddy, Dimitra, Laura, Michele, Piero e Niccolò. E pensare che sarebbe dovuta essere una delegazione
ridotta… Insomma, accompagnati da Cristina, il Convegno
Italiano della Stampa Studentesca c’attende. Ma lo scalo a Mestre sarà di venerdì
mattina. Un’ora. 10:11--->11:09. “D’oh”! C’est la vie. E dobbiamo offrire una cioccolata di Via del Toro a
Rita e a Cristina, le prof che ci supportano, se il progetto va in
porto. E devo portartici, in Via del Toro. Così come in
altri cinquanta posti. Speriamo non troppo in là. |